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Prof Andrea Maggi e il ministro Giuseppe Valditara Ipa

Maggi a Valditara: "Serve altro". Di cosa hanno bisogno i prof

Maggi si è rivolto a Valditara spiegando che i docenti hanno bisogno di altro: il riferimento è al piano per dare alloggi a prezzi agevolati ai prof

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Il professor Andrea Maggi, seguitissimo sui social, anche grazie al successo de “Il Collegio”, ha deciso di rispondere al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e alla scelta del suo ministero di offrire alloggi a prezzo calmierato ai docenti costretti a spostarsi lontano dal luogo di residenza per ottenere una cattedra. Secondo Maggi agli insegnanti serve ben altro e in un articolo il docente di lettere alla scuola secondaria di primo grado ha spiegato di cosa hanno bisogno.

Maggi e gli alloggi per i prof promessi da Valditara

Andrea Maggi, che farà parte del cast dell’edizione 2025 de “Il Collegio” insieme ad altri prof storici del docu-reality della Rai, in un articolo scritto per Il Gazzettino ha fatto riferimento a due decisioni sbandierate dal Governo Meloni.

La prima riguarda il piano casa per le giovani coppie e per altri interventi a favore “della famiglia e della natalità”, direttamente collegabile al calo di studenti iscritti a scuola, mentre la seconda è stata illustrata direttamente da Giuseppe Valditara e si riferisce ai progetti di edilizia residenziale per i docenti.

Il ministro ha spiegato che saranno realizzati degli alloggi a prezzi calmierati per il personale della scuola che deve trasferirsi per lavorare. “Molti lavoratori della scuola eviterebbero così di fare come hanno fatto finora e cioè di usare lo stipendio esclusivamente per pagare l’affitto e le bollette. Progetti ambiziosi che, si spera, non siano stati annunciati solo per puntellare il consenso a seguito del malumore del ceto medio dovuto al caro vacanze e all’aumento dei prezzi che, forse e dico forse, non solo in spiaggia, ma anche al supermercato è sfuggito un tantino di mano”, ha detto il prof Maggi nel suo intervento.

Di cosa avrebbero realmente bisogno i docenti secondo prof Maggi

Per il docente di lettere, però, si tratta di un “contentino” e non di quello di cui realmente i professori hanno bisogno. “La notizia che gli insegnanti, classe media per definizione, vorrebbero tanto ricevere una buona volta continua a non arrivare, ovvero quella della possibilità di riscattare gli anni della laurea ai fini pensionistici a un prezzo calmierato“.

Maggi ha spiegato che “esiste un disegno di legge presentato in Senato il 5 marzo scorso (n. S-1413/2025) che prevede delle modifiche all’articolo 2 del decreto legislativo 184 del 30 aprile 1997 e che consentirebbe ai lavoratori del comparto istruzione e della ricerca di riscattare gli anni dell’università a prezzi accessibili”. La cifra dovrebbe essere di 900 euro all’anno, contro i seimila necessari che i lavoratori della scuola non possono permettersi, “vincitori del Superenalotto esclusi”.

Per il professore de “Il Collegio“, che ha raccontato di aver imparato molto dai suoi studenti, anche quelli televisivi, si tratta di una chance persa, perché “molti dipendenti del settore sono condannati a occupare il loro posto di lavoro fino al compimento di settant’anni e per questo moltissimi giovani che si sono laureati negli ultimi anni, non vedendosi garantiti in Italia posti di lavoro, stipendi decenti e nemmeno misure interessanti di welfare, hanno preso, hanno fatto le valigie e se ne sono andati all’estero

Secondo uno studio presentato al Cnel e pubblicato da Forbes Italia dal 2021 al 2024 550mila giovani hanno lasciato l’Italia: “Se il suddetto disegno di legge passasse una buona volta, il riscatto della laurea diverrebbe goloso per moltissimi lavoratori che contribuirebbero a far entrare più denaro nelle casse pensionistiche di quanto non ne entri oggi alle attuali condizioni”, ha concluso Maggi.

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